Unternehmerverband Südtirol - Assoimprenditori Alto Adige - Notizia internet n. A00049-2019 del 02/08/2019






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Notiziario

Cod. Notizia: A00049-2019


Data di pubblicazione: 02/08/2019

Credito di imposta per attività di ricerca e sviluppo - modifiche

La Legge di Bilancio 2019 conferma il credito di imposta per attività di ricerca e sviluppo ma ne riscrive le regole di funzionamento apportando significative modifiche, alcune delle quali hanno effetto già a partire dal periodo di imposta 2018.

La Legge di Bilancio 2019 (Articolo 1, commi 70 -72, Legge 30 dicembre 2018 n. 145) ha apportato rilevanti modifiche alla disciplina del credito di imposta per ricerca e sviluppo introdotto dall’articolo 3 del D.L. 23 dicembre 2013 n. 145.

Il legislatore interviene su più fronti:
- ripristina la doppia aliquota del 25% e del 50% a seconda della tipologia di spesa sostenuta;
- riduce l’importo massimo del credito che potrà essere fruito annualmente da ciascuna impresa;
- amplia il novero delle spese ammissibili;
- introduce nuovi adempimenti documentali.

Spese ammissibili

La principale modifica apportata dalla Legge di Bilancio 2019 è la reintroduzione della doppia aliquota del 25% e del 50% ai fini della determinazione del beneficio spettante.
Il legislatore, però, è intervenuto non solo modificando la misura del credito ma anche suddividendo ulteriormente le categorie di spese ammissibili, in modo da limitare l’applicazione dell’aliquota più elevata solo ad alcune fattispecie.
Una prima differenziazione introdotta riguarda le spese per il personale. La disciplina previgente includeva, genericamente, nel novero delle spese ammissibili le spese per il personale impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo. Le nuove disposizioni, invece, prevedono una suddivisione in due tipologie:
- spese del personale dipendente titolare di un rapporto di lavoro subordinato, anche a tempo determinato, impiegato direttamente in attività di ricerca e sviluppo;
- spese del personale titolare di rapporto di lavoro autonomo o comunque diverso dal subordinato, impiegato direttamente in attività di ricerca e sviluppo.

Solo per la prima categoria viene prevista la percentuale del 50%.

Un’ulteriore differenziazione riguarda le spese relative a contratti di ricerca. Per effetto delle modifiche, si distingue ora tra:
- contratti stipulati con università, enti di ricerca e organismi equiparati nonché con imprese rientranti nella definizione di start-up innovative e Pmi innovative, cui si applicherà l’aliquota del 50%;
- contratti stipulati con imprese diverse da quelle indicate sopra, per i quali è prevista l’aliquota ridotta del 25%.

Vengono confermate, invece, senza ulteriori differenziazioni, le spese riguardanti:
- le quote d’ammortamento di strumenti e attrezzature di laboratorio;
- le competenze tecniche e privative industriali.

Un’altra importante novità, inoltre, è l’inclusione tra le spese ammissibili dei costi sostenuti per l’acquisto di materiali, forniture e altri prodotti analoghi direttamente impiegati nelle attività di ricerca e sviluppo, anche per la realizzazione di prototipi o impianti pilota relativi alle fasi della ricerca industriale e dello sviluppo sperimentale.
Tali spese, tuttavia, possono essere escluse dal calcolo del credito spettante se il loro computo ha l’effetto di ridurre l’eccedenza agevolabile.

Misura del credito d'imposta

La misura del credito d'imposta viene, in linea generale, ridotta dal 50% al 25% dell’eccedenza agevolabile.
La misura del 50% viene mantenuta solo con riferimento a specifiche spese e cioè:
- per le spese del personale titolare di un rapporto di lavoro subordinato, anche a tempo determinato, impiegato nell’attività di ricerca e sviluppo;
- in caso di ricerca extra muros, per i contratti stipulati con Università, enti e organismi di ricerca, nonché con start up e PMI innovative indipendenti.

Si applicherà, invece, l’aliquota del 25% per tutte le altre spese agevolabili.

In conseguenza della differenziazione delle aliquote applicabili, vengono individuati nuovi criteri di calcolo del beneficio.

Occorrerà, in primo luogo, individuare l’eccedenza agevolabile (differenza tra l’ammontare complessivo delle spese ammissibili sostenute nel periodo agevolato e la media del triennio 2012-2014); successivamente, questo importo andrà ripartito individuando la quota su cui applicare l’aliquota del 50% e la restante quota su cui applicare l’aliquota del 25% in ragione della diversa incidenza delle varie tipologie di spese sulle spese complessive sostenute nel periodo agevolabile.
La misura di agevolazione massima, pari al 50%, si applicherà, in particolare, sulla parte dell’eccedenza proporzionalmente riferibile alle spese per il personale e per i contratti di ricerca, come anzi indicate; per la parte residua, si applicherà l’aliquota del 25%.

Importo massimo annuale fruibile

La Legge di Bilancio 2019 ha ridotto l’importo massimo annuale del credito d’imposta fruibile da ciascuna impresa, che passa da 20 milioni a 10 milioni di euro.
Resta confermata, invece, la condizione che, al fine di fruire dell’agevolazione, la spesa complessiva per investimenti in attività di ricerca e sviluppo effettuata in ciascun periodo d'imposta deve essere pari ad almeno 30.000 euro.

Adempimenti documentali

La Legge di Bilancio 2019 ridefinisce, ampliandoli, gli obblighi documentali a carico delle imprese beneficiarie e introduce regole più restrittive per l’utilizzo in compensazione del credito.
In primo luogo, estende a tutti i soggetti beneficiari l’obbligo di certificazione delle spese rilevanti ai fini del calcolo del credito; tale obbligo era finora previsto solo per una categoria ristretta di soggetti (le imprese non soggette per legge al controllo legale dei conti).

Viene, infatti, disposto che, ai fini del riconoscimento del credito d’imposta, l’effettivo sostenimento delle spese ammissibili e la corrispondenza delle stesse alla documentazione contabile predisposta dall’impresa deve risultare da apposita certificazione rilasciata dal soggetto incaricato dalla revisione legale dei conti.

Per le imprese non obbligate per legge alla revisione legale dei conti, la certificazione dovrà essere rilasciata da un revisore legale dei conti o da una società di revisione legale dei conti, che devono essere iscritti nella sezione A del registro dei revisori legali (di cui all’articolo 8 del D.Lgs. n. 39/2010).

Le nuovi disposizioni, inoltre, subordinano la fruizione del credito d’imposta all’avvenuta certificazione delle spese. In particolare, viene previsto che l’utilizzo in compensazione del credito maturato in un determinato periodo agevolabile non potrà iniziare se non a partire dalla data in cui viene adempiuto l’obbligo di certificazione.

Viene, inoltre, introdotto un nuovo adempimento documentale:
le imprese devono redigere e conservare una relazione tecnica che illustri le finalità, i contenuti e i risultati delle attività di ricerca e sviluppo svolte in ciascun periodo d’imposta in relazione ai progetti o ai sottoprogetti in corso di realizzazione.

La relazione, nel caso di attività di R&S organizzate e svolte internamente all’impresa, deve essere predisposta a cura del relativo responsabile aziendale o del responsabile del singolo progetto o sottoprogetto e deve essere controfirmata dal rappresentante legale dell’impresa. Nel caso in cui le attività di ricerca siano commissionate a soggetti terzi, la relazione deve essere redatta e rilasciata dal soggetto commissionario che esegue le attività di ricerca e sviluppo.

Particolare attenzione va posta sulla decorrenza delle novità riguardanti gli obblighi di certificazione e documentali; le modifiche apportate hanno efficacia retroattiva e sono valide già per il credito di imposta maturato con riferimento al periodo di imposta 2018.

Le imprese interessate dovranno, quindi, immediatamente adeguarsi ai nuovi obblighi documentali al fine di ottenere il riconoscimento del credito di imposta.

Disposizione di carattere interpretativo

La Legge di Bilancio 2019 reca, infine, anche una norma di carattere interpretativo riferita alla disposizione che riconosce il credito di imposta anche ai soggetti commissionari residenti che eseguono attività di ricerca e sviluppo per conto di un soggetto non residente.

In particolare, attraverso la disposizione interpretativa, si chiarisce che, ai fini del calcolo del credito d’imposta attribuibile, assumono rilevanza esclusivamente le spese ammissibili relative alle attività di ricerca e sviluppo svolte direttamente in laboratori o strutture situati nel territorio dello Stato.

Decorrenza

Le modifiche introdotte dalla legge di bilancio hanno effetto a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2018.
Tuttavia, in deroga al principio di irretroattività delle norme tributarie previsto dalla Statuto del contribuente, le modifiche che riguardano gli adempimenti documentali per la spettanza e l’utilizzabilità del credito di imposta si applicano già a partire dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2018.

Per maggiori informazioni rivolgersi al dott. Hubert Gasser (h.gasser@assoimprenditori.bz.it).






Riferimenti: Hubert Gasser - h.gasser@unternehmerverband.bz.it



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