Unternehmerverband Südtirol - Assoimprenditori Alto Adige - Notizia internet n. A00144-2018 del 07/05/2018






Cerca nel nostro sito





Home > Notiziario LOGIN

Notiziario

Cod. Notizia: A00144-2018


Data di pubblicazione: 07/05/2018

Credito d’imposta formazione 4.0: pubblicato il decreto di attuazione

Sulla Gazzetta ufficiale del 22 giugno 2018 è stato pubblicato il decreto attuativo con le disposizioni applicative del credito d'imposta per le spese di formazione del personale dipendente nel settore delle tecnologie previste dal Piano Nazionale Industria 4.0. Il decreto individua le spese e le attività di formazione ammissibili, la modalità di fruizione e gli obblighi documentali e dichiarativi.

La Legge di bilancio per il 2018 (art. 1, commi da 46 a 56, L. 27.12.2017, n. 205) ha introdotto un credito d’imposta a favore degli investimenti effettuati dalle imprese per la formazione del personale dipendente nelle materie aventi ad oggetto le tecnologie rilevanti per il processo di trasformazione tecnologica e digitale delle imprese previsto dal “Piano Nazionale Impresa 4.0”.

Con il decreto attuativo del 14 maggio 2018, pubblicato sulla G.U. del 22 giugno 2018 vengono ora fissate le regole attuative.

Soggetti beneficiari

Il credito è riconosciuto a tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, ivi incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico in cui operano nonché dal regime contabile adottato, a fronte delle spese in attività di formazione sostenute nel periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2017.

Attività ammissibili

Sono ammissibili le sole attività di formazione aventi ad oggetto le “materie” rilevanti per il processo di trasformazione tecnologica e digitale delle imprese, applicate negli ambiti elencati nell'allegato A della legge (all. A, art. 1, comma 48, L. 205/2017). Tali “materie”, il cui elenco è già individuato dalla norma primaria, vengono di nuovo specificate, per esigenze di chiarezza, anche con l’esplicitazione di alcune definizioni.

Costituiscono in particolare attività ammissibili al credito d’imposta le attività di formazione concernenti le seguenti tecnologie:

a) big data e analisi dei dati;
b) cloud e fog computing;
c) cyber security;
d) simulazione e sistemi cyber-fisici;
e) prototipazione rapida;
f) sistemi di visualizzazione, realtà virtuale (RV) e realtà aumentata (RA);
g) robotica avanzata e collaborativa;
h) interfaccia uomo macchina;
i) manifattura additiva (o stampa tridimensionale);
l) internet delle cose e delle macchine;
m) integrazione digitale dei processi aziendali.

Con la relazione al decreto viene chiarito che il credito d’imposta formazione 4.0, pur ricollegandosi agli obiettivi del “Piano Nazionale Impresa 4.0”, è comunque indipendente dalla circostanza che l’impresa fruisca anche del Super- e dell’Iperammortamento.

Adempimenti

Perché gli investimenti in formazione siano rilevanti per il credito d’imposta, devono essere soddisfatte due ulteriori condizioni.

1) L’accesso al credito d’imposta è subordinato al fatto che l’impegno ad effettuare investimenti in attività formative ammissibili al credito d’imposta sia formalmente previsto nel contratto collettivo aziendale o territoriale (anche attraverso opportune integrazioni di tali atti). In particolare, viene previsto che l’impegno a investire in formazione nelle suddette materie sia espressamente disciplinato in contratti collettivi aziendali o territoriali depositati in via telematica presso l’Ispettorato Territoriale del Lavoro competente”.

2) Viene inoltre richiesto che con apposita dichiarazione resa dal legale rappresentante dell’impresa ai sensi del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, sia rilasciata a ciascun dipendente l’attestazione dell’effettiva partecipazione alle attività formative agevolabili, con indicazione dell’ambito o degli ambiti aziendali individuati nell’allegato A della legge n. 205 del 2017 di applicazione delle conoscenze e delle competenze acquisite o consolidate dal dipendente.

E’ prevista un’ulteriore condizione per l’ammissibilità al beneficio delle attività di formazione nel caso in cui la formazione sia affidata a soggetti esterni all’impresa.
Con riferimento a tale fattispecie, viene infatti richiesto che le attività di formazione siano commissionate a soggetti qualificati. Ai fini dell’agevolazione assumono rilievo solo quelle “…commissionate a soggetti accreditati per lo svolgimento di attività di formazione finanziata presso la Regione o Provincia autonoma in cui l’impresa ha la sede legale o la sede operativa, a università, pubbliche o private o a strutture ad esse collegate, a soggetti accreditati presso i fondi interprofessionali secondo il regolamento CE 68/01 della Commissione del 12 gennaio 2001 e a soggetti in possesso della certificazione di qualità in base alla norma Uni En ISO 9001:2000 settore EA 37”.

Destinatari delle attività formative ammissibili

La norma individua come “destinatari” delle attività formative ammissibili “il personale dipendente” e il decreto chiarisce che per “personale dipendente” si intende esclusivamente il personale titolare di un rapporto di lavoro subordinato, anche a tempo determinato. Viene precisato che tra i destinatari delle attività di formazione ammissibili rientra anche il personale titolare di un contratto di apprendistato, con riguardo alla sola formazione relativa all’acquisizione delle conoscenze e delle competenze nelle “tecnologie abilitanti”.

Spese ammissibili

Agli effetti del credito d’imposta assumono rilievo le sole spese relative al personale dipendente che partecipa alle attività di formazione ammissibili, limitatamente al costo aziendale riferito alle ore o alle giornate di formazione. Inoltre si considerano spese ammissibili anche le spese relative al personale dipendente, che partecipi come docente alle attività di formazione ammissibili. In questo caso, però, le spese ammissibili non possono eccedere il trenta per cento della retribuzione complessiva annua del dipendente-docente.

Per determinare il “costo aziendale” sostenuto dall’impresa si deve assumere la retribuzione al lordo di ritenute e contributi previdenziali e assistenziali, comprensiva dei ratei del trattamento di fine rapporto, delle mensilità aggiuntive, delle ferie e delle eventuali indennità di trasferta erogate al lavoratore in caso di attività formative svolte fuori sede.

Misura del credito d’imposta e modalità di fruizione

Il credito d’imposta è concesso in misura pari al 40% delle spese ammissibili sostenute nel periodo d’imposta agevolabile e nel limite massimo di 300.000 euro per ciascuna impresa beneficiaria.

Il beneficio è fruibile esclusivamente in compensazione, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in cui i costi sono sostenuti. Viene specificato che al credito d’imposta non si applica il limite annuale di 250.000 euro relativo all’utilizzo dei crediti d’imposta né il limite massimo di compensazione pari a 700.000 euro. Inoltre viene previsto che il modello F24 deve essere presentato esclusivamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.

Obblighi documentali e dichiarativi

Costituisce condizione di ammissibilità al beneficio la “certificazione” delle spese ammissibili da parte del soggetto incaricato del controllo legale dei conti. Viene precisato, al riguardo, che l’attività di certificazione richiesta a tale soggetto consiste propriamente nella verifica dell’effettività delle spese sostenute per le attività di formazione agevolabili e della corrispondenza di esse alla documentazione contabile predisposta dall’impresa.

Per le imprese beneficiarie del credito d’imposta non tenute al controllo legale dei conti (imprese individuali, società in nome collettivo, società in accomandita semplice) l’obbligo dell’apposita certificazione dovrà essere adempiuto attraverso specifico incarico conferito a un revisore legale dei conti o a una società di revisione iscritti nella sezione A del registro di cui al decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39. Per questi soggetti i costi relativi alla certificazione, fino ad un limite massimo di 5.000 euro, sono ammissibili al credito d’imposta.

Il credito non rileva ai fini dell’imposta sul reddito e dell'Irap, ma i dati relativi al numero di ore e dei lavoratori che prendono parte alla formazione vanno indicati nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento delle spese ammissibili e in quello dei periodi successivi fino a quando se ne conclude l’utilizzo.

Ulteriori oneri documentali:
- Le imprese devono conservare una relazione che illustri le modalità organizzative e i contenuti delle attività di formazione svolte;
- i registri nominativi” di svolgimento delle attività formative firmati congiuntamente dal partecipante e dal docente riportanti per ciascun giorno le ore impiegate nelle attività di formazione ammissibili;
- tutta la documentazione contabile e amministrativa idonea a dimostrare l’ammissibilità delle attività di formazione svolte e la corretta quantificazione del credito spettante.

Cumulo

Viene riconosciuta la cumulabilità del credito d’imposta per le spese di formazione con altre misure di aiuto di Stato concernenti le stesse spese ammissibili, con rinvio ai limiti e alle condizioni previste regolamento (UE) n. 651/2014.

Per maggiori informazioni rivolgersi al dott. Hubert Gasser (h.gasser@assoimprenditori.bz.it).


Allegato A - ambiti di applicazione.pdf (179KB)





Riferimenti: Hubert Gasser - h.gasser@unternehmerverband.bz.it



© Assoimprenditori Alto Adige - 2018