Unternehmerverband Südtirol - Assoimprenditori Alto Adige - Notizia internet n. A00228-2019 del 11/08/2019






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Cod. Notizia: A00228-2019


Data di pubblicazione: 11/08/2019

Decreto collegato alla Legge Finanziaria 2020: Disposizioni fiscali

Di seguito una sintesi delle disposizioni fiscali più importanti contenute nel decreto collegato alla Legge Finanziaria 2020 che è entrato in vigore il 27 ottobre 2019. Sono previste alcune di misure fiscali di contrasto all’evasione fiscale come le restrizioni per compensare crediti tributari e l’obbligo in capo al committente di versare le ritenute sulle retribuzioni corrisposte ai dipendenti impiegati dall’impresa appaltatrice nell’esecuzione della prestazione. Il Decreto dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni.

Il Decreto collegato alla Legge Finanziaria 2020 (DL 26 ottobre 2019 n. 124, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 252 del 26 ottobre 2019), contiene una serie di disposizioni, molte delle quali necessiteranno successivamente di ulteriori provvedimenti attuativi e di indicazioni interpretative.

Di seguito si fornisce una prima analisi delle disposizioni fiscali contenute nel provvedimento, con riserva di tornare sulle singole misure con ulteriori commenti ed osservazioni dopo la conversione in legge.


1) Restrizioni in ambito di compensazioni di crediti tributari

a) Accollo del debito d’imposta altrui ai sensi dell’art. 8, comma 2 della legge n. 212/2000: per il pagamento viene escluso l’utilizzo in compensazione di crediti dell’accollante. I versamenti in violazione di questa norma si considerano come non avvenuti. Per il versamento dell’imposta e degli interessi l’accollante e l’accollato sono coobbligati in solido.

b) Cessazione partite IVA e inibizione compensazione: viene introdotto il divieto di compensazione dei crediti in caso di notifica del provvedimento di:
- cessazione della partita IVA ai sensi dell’art. 35, comma 15-bisdel DPR 633/1972;
- esclusione della partita IVA dalla banca dati dei soggetti passivi che effettuano operazioni intracomunitarie (VIES).

c) Contrasto alle indebite compensazioni: la compensazione dei crediti IRPEF, IRES, IRAP e relative addizionali e sostitutive per importi superiori a 5000 euro annui viene consentita (come per l’IVA) solamente a partire dal decimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione o dall’istanza da cui risulta il credito. La disposizione si applica ai crediti maturati a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2019. Inoltre il modello F24 deve essere presentato tramite i servizi dell’Agenzia delle Entrate.
In caso di crediti compensati in violazione di questa disposizione è prevista la sanzione di 1.000 euro per ogni modello F24 non eseguito. Le disposizioni sanzionatorie si applicano alle deleghe di pagamento presentate a partire dal mese di marzo 2020.

2) Ritenute e compensazioni in appalti e subappalti

La nuova normativa prevede che i soggetti che affidano il compimento di un’opera o di un servizio a un’impresa sono tenuti al versamento delle ritenute trattenute dall’impresa appaltatrice o affidataria e dalle imprese subappaltatrici ai lavoratori direttamente impiegati nell’esecuzione dell’opera o del servizio. L’obbligo riguarda tutte le ritenute fiscali operate dall’impresa appaltatrice/affidataria nel corso di durata del contratto sulle retribuzioni erogate al personale direttamente impiegato nell’esecuzione delle opere o dei servizi affidati.

L’impresa appaltatrice/affidataria deve versare al committente quanto dovuto con almeno 5 giorni lavorativi di anticipo rispetto alla scadenza del versamento su un conto corrente bancario o postale specifico comunicato dal committente all’impresa appaltatrice/affidataria.

Il committente deve effettuare il versamento senza possibilità di utilizzare in compensazione proprie posizioni creditorie, indicando nella delega di pagamento il codice fiscale del soggetto per conto del quale il versamento è eseguito.

Con almeno cinque giorni lavorativi di anticipo rispetto alla scadenza del versamento le imprese devono trasmettere tramite posta elettronica certificata al committente:

- a) un elenco nominativo di tutti i lavoratori, identificati mediante codice fiscale, impiegati nel mese precedente direttamente nell’esecuzione di opere e servizi affidati dal committente, con il dettaglio delle ore di lavoro prestate da ciascun percipiente in esecuzione dell’opera o del servizio affidato, l’ammontare della retribuzione corrisposta al dipendente collegata a tale prestazione ed il dettaglio delle ritenute fiscali eseguite nel mese precedente nei confronti di detto lavoratore, con separata indicazione di quelle relative alla prestazione affidata dal committente;

b) tutti i dati utili alla compilazione delle deleghe di pagamento necessarie per l’effettuazione dei versamenti;

c) i dati identificativi del bonifico effettuato sul conto corrente comunicato dal committente.

Se l’impresa appaltatrice/affidataria ha maturato il diritto di ricevere corrispettivi dal committente può richiedere di compensare quanto necessario per effettuare il versamento.

Le imprese appaltatrici che non effettuano il versamento al committente o chiedono la suddetta compensazione, restano responsabili per la corretta determinazione delle ritenute e per la corretta esecuzione delle stesse, nonché per il versamento, senza possibilità di compensazione.

I committenti sono responsabili per il tempestivo versamento delle ritenute effettuate dalle imprese appaltatrici entro il limite della somma dell’ammontare dei bonifici ricevuti entro il termine previsto e dei corrispettivi maturati a favore delle imprese appaltatrici e non corrisposti alla stessa data, nonché integralmente nel caso in cui non abbiano tempestivamente comunicato all’impresa appaltatrice o affidataria gli estremi del conto corrente bancario o postale su cui effettuare i versamenti.

Nel caso in cui le imprese appaltatrici o affidatarie non trasmettano entro il termine e con le modalità previste i dati richiesti dalla norma ovvero non effettuino i bonifici entro il termine o non inviino la richiesta di compensazione ovvero inviino una richiesta di compensazione con crediti inesistenti o non esigibili, il committente deve sospendere il pagamento dei corrispettivi maturati dall’impresa appaltatrice o affidataria vincolando le somme ad essa dovute al pagamento delle ritenute eseguite dalle imprese coinvolte nell’esecuzione dell’opera o del servizio, dandone comunicazione entro novanta giorni all’Ufficio dell’Agenzia delle entrate territorialmente competente nei suoi confronti.

Il committente che ha effettuato il pagamento per conto delle imprese appaltatrici o affidatarie e subappaltatrici deve comunicare entro cinque giorni mediante posta elettronica certificata a queste ultime l’effettuazione del pagamento.

Condizioni per evitare il versamento delle ritenute al committente

Le imprese appaltatrici, affidatarie e subappaltatrici possono eseguire direttamente il versamento delle ritenute comunicando al committente tale opzione entro la data alla quale è previso il versamento sul conto corrente del committente e allegando una certificazione dalla quale risulta che nell’ultimo giorno del mese precedente l’impresa:

a) era in attività da almeno cinque anni ovvero abbia eseguito nel corso dei due anni precedenti complessivi versamenti registrati nel conto fiscale per un importo superiore a euro 2 milioni;

b) non abbiano iscrizioni a ruolo o accertamenti esecutivi affidati agli agenti della riscossione relativi a tributi e contributi previdenziali per importi superiori ad euro 50.000 per i quali siano ancora dovuti pagamenti o per i quali non siano stati accordati provvedimenti di sospensione.

Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate saranno disciplinate le modalità per il rilascio e il riscontro della certificazione. La norma prevede inoltre che questa certificazione sarà messa a disposizione delle singole imprese dall’Agenzia delle entrate mediante canali telematici e l’autenticità della stessa sarà riscontrabile dal committente mediante apposito servizio telematico messo a disposizione dall’Agenzia.

Per le imprese appaltatrici o affidatarie e le imprese subappaltatrici che versano in proprio le ritenute è esclusa la facoltà di avvalersi dell’istituto della compensazione quale modalità di estinzione delle obbligazioni relative a contributi previdenziali e assistenziali e premi assicurativi obbligatori, maturati in relazione ai dipendenti. Questa esclusione opera con riguardo a tutti i contributi previdenziali, assistenziali e ai premi assicurativi maturati nel corso di durata del contratto, sulle retribuzioni erogate al personale direttamente impiegato nell’esecuzione delle opere o dei servizi affidati.

Le nuove disposizioni si applicano a decorrere dal 1° gennaio 2020.

Confindustria e l’Associazione Nazionale dei Costruttori Edili – ANCE nel corso dell’audizione alla Commissione Finanze alla Camera hanno chiesto di abolire questa disposizione gravemente iniqua per le imprese. Ci si attende che questa disposizione in sede di conversione del decreto in legge sarà cancellata o perlomeno circoscritta a fattispecie particolari.

3) Imposta di bollo sulle fatture elettroniche

In caso di ritardato, omesso o insufficiente versamento, l’Agenzia delle entrate comunica al contribuente con modalità telematiche l’ammontare dell’imposta, della sanzione ridotta ad un terzo, nonché degli interessi dovuti fino all’ultimo giorno del mese antecedente a quello dell’elaborazione della comunicazione. Se il contribuente non provvede al pagamento, in tutto o in parte, delle somme dovute entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione, il competente ufficio dell’Agenzia delle entrate procede all’iscrizione a ruolo a titolo definitivo.

4) Incentivi conto energia

Per le imprese che hanno cumulato gli incentivi alla produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici con la detassazione per investimenti ambientali realizzati da piccole e medie imprese (c.d. Tremonti ambientale) è prevista la facoltà di sanare il divieto di cumulo.

Il mantenimento del diritto a beneficiare delle tariffe incentivanti riconosciute dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) alla produzione di energia elettrica è subordinato al pagamento di una somma determinata applicando alla variazione in diminuzione effettuata in dichiarazione relativa alla detassazione per investimenti ambientali l’aliquota d’imposta pro tempore vigente.

I soggetti che intendono avvalersi della definizione devono presentare apposita comunicazione all’Agenzia delle entrate e versare gli importi dovuti entro il 20 giugno 2020.
Nella comunicazione il contribuente deve indicare l’eventuale pendenza di giudizi aventi ad oggetto il recupero delle agevolazioni non spettanti e rinunciare agli stessi giudizi che sono sospesi.

Le modalità di presentazione e il contenuto della comunicazione saranno stabiliti con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.

5) Acconti IRPEF/IRES/IRAP dei soggetti ISA

Viene previsto che i soggetti per i quali sono stati approvati gli indicatori di affidabilità ISA devono effettuare i versamenti di acconto dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e dell’imposta sul reddito delle società, nonché quelli relativi all’imposta regionale sulle attività produttive in due rate ciascuna nella misura del 50 per cento, fatto salvo quanto eventualmente già versato per l’esercizio in corso con la prima rata di acconto con corrispondente rideterminazione della misura dell’acconto dovuto in caso di versamento unico.
Pertanto l’acconto dovuto per l’anno 2019 va determinato nella misura del 90 percento.

Per maggiori informazioni rivolgersi al dott. Hubert Gasser (h.gasser@assoimprenditori.bz.it).






Riferimenti: Hubert Gasser - h.gasser@unternehmerverband.bz.it



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