Unternehmerverband Südtirol - Assoimprenditori Alto Adige - Notizia internet n. A00250-2018 del 12/04/2018






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Notiziario

Cod. Notizia: A00250-2018


Data di pubblicazione: 12/04/2018

Imposta sostitutiva sulle rivalutazioni del TFR - acconto

Entro il 17 dicembre 2018 i sostituti d'imposta dovranno versare l'acconto dovuto sull'imposta sostitutiva del 17 % sulle rivalutazioni del Tfr. Tale acconto potrà essere calcolato secondo il metodo storico, ovvero secondo il metodo previsionale.

Come noto, l'articolo 2120 del codice civile stabilisce l'obbligo di rivalutare il fondo Tfr accantonato al 31 dicembre dell'anno precedente sulla base di un coefficiente composto, formato da un tasso fisso dell'1,50% e da un tasso variabile determinato nella misura del 75% dell'aumento dell'indice dei prezzi al consumo delle famiglie di operai e impiegati accertato dall'Istat rispetto al mese di dicembre dell'anno precedente.

Tale rivalutazione deve essere effettuata alla fine di ciascun anno ovvero alla data di cessazione del rapporto di lavoro e va imputata ad incremento del fondo Tfr. Le rivalutazioni sono da assoggettare ad imposta sostitutiva, nella misura del 17 %. (L’incremento dall’11 al 17 % è stato disposto dalla L. 23 dicembre 2014, n. 190). Tale imposta è imputata a riduzione del fondo Tfr. La normativa prevede un versamento di acconto dell'imposta entro il 16 dicembre ed il versamento del saldo entro il 16 febbraio dell'anno successivo.

Di seguito un riepilogo della normativa.

Calcolo dell'imposta sostitutiva

L'acconto può essere determinato con due diverse modalità:

Metodo storico

Con questo criterio l'acconto è calcolato sul 90 per cento delle rivalutazioni che sono maturate nell'anno solare precedente, tenendo conto anche delle rivalutazioni relative ai TFR erogati nel corso di detto anno. Per l'anno 2018, pertanto, i sostituti dovranno conteggiare quanto maturato a favore dei propri dipendenti a titolo di rivalutazione nel corso dell'anno 2017 e moltiplicarlo per il 90%. Il 17 % di tale risultato costituirà l'acconto dell'imposta sui rendimenti finanziari per l'anno 2018.

Esempio:·

- rivalutazione maturata per i dipendenti in forza a 31 dicembre 2017, pari ad euro 4.000,00
- rivalutazione maturata ed erogata ai soggetti cessati nel corso del 2017 pari ad euro 1.000,00

Il calcolo da effettuare è il seguente: euro 4.000,00 + 1.000,00 = 5.000,00 x 90 % = 4.500,00 x 17 % = euro 765,00

Metodo previsionale

L'acconto può anche essere determinato presuntivamente riferendolo al 90 per cento delle rivalutazioni che maturano nello stesso anno per il quale l'acconto è dovuto (acconto 2018 determinato sui rendimenti finanziari presuntivi del 2018).

L'imponibile da utilizzare per la determinazione previsionale dell'acconto è costituito dal TFR maturato fino al 31 dicembre 2017 relativo ai dipendenti ancora in forza al 30 novembre 2018. Ai fini della determinazione della percentuale di rivalutazione si deve utilizzare l'incremento dei prezzi al consumo per le famiglie rilevato a dicembre 2017. Nel calcolo si dovrà tener conto anche dell'imposta sulle rivalutazioni maturate in capo ai dipendenti che hanno cessato il rapporto entro il 30 novembre 2018, e l'acconto è dovuto nella misura del 90 per cento dell'imposta trattenuta sulle rivalutazioni all'atto della cessazione del rapporto di lavoro.

Esempio:

- rivalutazione maturata sul fondo al TFR al 31 dicembre 2017 relativo ai dipendenti in forza al 30 novembre 2018 pari ad euro 6.000,00
- imposta sostitutiva trattenuta ai dipendenti cessati entro il 30 novembre 2018, pari a euro 400,00

Il calcolo da effettuare è il seguente:
euro 6.000,00 x 17 % = 1.020,00 euro; 1.020,00 + 400,00 = 1.420,00 x 90 % = euro 1.278,00

Adottando questo metodo alternativo si dovrà, comunque, tenere presente che qualora l'acconto dovesse a consuntivo risultare inferiore rispetto a quanto effettivamente dovuto, sarà applicabile la sanzione generale prevista per l'insufficiente versamento, salva la possibilità di ricorso al ravvedimento operoso. Il saldo dell'imposta sostitutiva sui rendimenti finanziari del Tfr dovrà essere versato entro il 16 febbraio dell'anno successivo, nel momento in cui l'importo della rivalutazione maturata sul Tfr per l'anno precedente è stato definitivamente determinato. In quella sede si procederà al calcolo dell'imposta sostitutiva nella misura del 17 % della rivalutazione maturata nell'anno di riferimento, si dedurrà quanto pagato a titolo di acconto e la differenza costituirà l'importo da versare a titolo di saldo.

Versamento dell'imposta sostitutiva - anno 2018

Entro il 17 dicembre 2018 (il 16 dicembre cade di domenica) i sostituti di imposta dovranno versare l'acconto dell'imposta sostitutiva per l'anno 2018 con il codice 1712, denominato "Acconto dell'imposta sostitutiva sui redditi derivanti dalle rivalutazioni del trattamento di fine rapporto versata dal sostituto d'imposta - art. 11, commi 3 e 4 del D.Lgs n. 47 del 2000".

Entro il 18 febbraio 2019 (il 16 febbraio cade di sabato) il sostituto d'imposta dovrà calcolare l'imposta dovuta sulla rivalutazione effettivamente maturata nell'anno 2017 e versare il saldo con il codice 1713, denominato "Saldo dell'imposta sostitutiva sui redditi derivanti dalle rivalutazioni del trattamento di fine rapporto versata dal sostituto d'imposta - art.11, commi 3 e 4 del D.Lgs n. 47 del 2000".
Come periodo di riferimento per entrambi i versamenti dovrà essere indicato l'anno d'imposta a cui si riferisce il versamento stesso, cioè il 2018. I suddetti codici vanno esposti nella "Sezione Erario" della delega di versamento mod. F24.

Compensazioni

Ricordiamo che, in linea generale, il versamento dell'imposta sostitutiva sul TFR, sia in acconto che a saldo, può essere effettuato in compensazione con crediti di altre imposte o contributi maturati, entro il limite massimo di euro 700.000,00 per anno solare.

Inoltre, qualora i crediti compensati esulino dall’ambito delle ritenute Irpef, configurandosi così compensazioni c.d. “orizzontali” o “esterne”, il sostituto d’imposta deve prestare attenzione alle disposizioni introdotte dalla “Manovra Correttiva” 2017 (5) e, segnatamente, all’obbligo di apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione annuale da cui emerge il credito (per importi superiori a euro 5.000,00 annui), o di sottoscrizione della stessa da parte dei soggetti che esercitano il controllo contabile, nonché di utilizzo dei servizi telematici dell’Agenzia delle entrate.

Per il versamento dell'imposta sostitutiva sia in acconto che a saldo può essere utilizzato il credito d'imposta generato dal versamento dell'anticipo di imposta sul TFR (art. 3, comma 213, della legge n. 662/96). Va ricordato in proposito che, secondo i chiarimenti ufficiali forniti dall'Agenzia delle Entrate, tale credito derivante dal versamento dell'anticipo d'imposta sui TFR potrà essere utilizzato (in aggiunta alle modalità proprie di utilizzo specificamente previste) fino a compensazione dell'intera imposta sostitutiva dovuta, indipendentemente dalle percentuali di utilizzo previste per il suddetto credito. Secondo quanto indicato nella circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 78/E del 6 agosto 2001, la compensazione con l'imposta sostitutiva sulla rivalutazione del TFR dovrà avvenire in sede di versamento del relativo acconto o del saldo con il modello F24, attraverso l'esposizione dell'importo da compensare nella specifica colonna dei crediti, con il codice 1250.
L'importo compensato con le modalità sopra descritte, non rileva ai fini della determinazione del limite di euro 700.000 dei crediti compensabili per l'anno solare nel modello F24.

Modalità di utilizzo delle eccedenze di versamento

In tutti i casi in cui il versamento dell'acconto dell'imposta sostitutiva risulti eccedente rispetto a quanto dovuto, si rendono applicabili le disposizioni previste dal D.P.R. n. 445 del 1997 (e successive modificazioni), relative allo scomputo dai versamenti successivi, ovvero, in alternativa, le disposizioni riguardanti la compensazione “orizzontale”.

Riguardo alla prima modalità di utilizzo delle eccedenze di versamento, ricordiamo che il Decreto Semplificazioni ha introdotto, con decorrenza dal 1° gennaio 2015, nuove modalità di esposizione nel modello F24 delle operazioni di scomputo delle ritenute e delle imposte sostitutive versate in eccedenza.

Secondo questa impostazione, nel modello F24 non deve più essere indicata la semplice differenza risultante dallo scomputo dell’eccedenza di versamento, ma quest’ultima deve essere esposta, nella colonna “importi a credito compensati”, in compensazione con il debito da versare (da inserire nella colonna “importi a debito versati”).

In attuazione di queste disposizioni, con la Risoluzione del 10 febbraio 2015, n. 13/E, sono stati istituiti appositi codici-tributo. Per il recupero dell’eccedenza di versamento dell’imposta sostitutiva sulla rivalutazione del TFR, il codice da utilizzare è il 1629 (“Eccedenza di versamenti di ritenute su redditi di capitale e di imposte sostitutive su redditi di capitale e redditi diversi”), da esporre nella sezione “Erario” in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a credito compensati”, con l’indicazione, nel campo “anno di riferimento”, dell’anno d’imposta cui si riferisce il credito.

Il codice 1713 (in precedenza, relativo al credito da eccedenze di versamento dell'imposta sostitutiva sulla rivalutazione del TFR) non è più utilizzabile a credito e può essere indicato soltanto nella colonna “importi a debito versati”.

Tfr versato al Fondo di Tesoreria: rivalutazione del Tfr e imposta sostitutiva

Anche il Tfr versato al Fondo di Tesoreria deve essere rivalutato alla fine di ciascun anno, ovvero alla data di cessazione del rapporto di lavoro e tale incremento, al netto dell’imposta sostitutiva, deve essere imputato alla posizione del singolo lavoratore.

Il costo della rivalutazione resta a carico del Fondo di Tesoreria.

Con riferimento all’imposta sostitutiva sulla rivalutazione del Tfr (17%), l’Agenzia delle entrate ha precisato (Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 70/E del 18 dicembre 2007) che l’applicazione e il versamento della stessa, relativamente sia alla rivalutazione della quota di accantonamento maturata presso il datore di lavoro, sia a quella maturata presso il Fondo di Tesoreria, dovranno essere effettuati, nei termini previsti, dal datore di lavoro.

Questi provvederà poi a conguagliare, nel flusso Uniemens, l’importo versato relativamente alla rivalutazione della quota di accantonamento maturato presso il Fondo di Tesoreria compensando il credito maturato attraverso l’assolvimento dell’imposta sostitutiva con i contributi dovuti per i propri dipendenti.

Per maggiori informazioni rivolgersi al dott. Hubert Gasser (h.gasser@assoimprenditori.bz.it).






Riferimenti: Hubert Gasser - h.gasser@unternehmerverband.bz.it



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