Unternehmerverband Südtirol - Assoimprenditori Alto Adige - Notizia internet n. A00252-2020 del 06/26/2020






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Notiziario

Cod. Notizia: A00252-2020


Data di pubblicazione: 06/26/2020

Credito d'imposta sulle locazioni non abitative. Primi chiarimenti dell'Agenzia delle entrate

Con la circolare n. 14/E del 6 giugno 2020, l’Agenzia delle entrate ha diffuso i primi chiarimenti riguardo al credito d’imposta sui canoni pagati per la locazione di immobili ad uso non abitativo. E' possibile già da subito la compensazione in F24, a patto che, per il mese di riferimento (marzo, aprile e maggio), il canone sia stato pagato.

Ambito soggettivo

Rispetto al bonus “botteghe e negozi” – che interessa le sole imprese che hanno subito la sospensione dell’attività per effetto del DPCM 11 marzo 2020 (dettaglianti, ristoratori, parrucchieri, barbieri, estetisti, ecc.) – l’agevolazione in commento coinvolge una platea più ampia di beneficiari, dal momento che si rivolge alle imprese e ai professionisti con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello di entrata in vigore del DL Rilancio (cioè nel 2019 per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare), oltre che agli enti non commerciali per gli immobili utilizzati nell’ambito dell’attività istituzionale.

Sono dunque incluse le imprese individuali e le società di persone (indipendentemente dal regime contabile adottato), le società di capitali, le stabili organizzazioni di soggetti non residenti e le persone fisiche e le associazioni che esercitano arti e professioni. Tra i beneficiari rientrano anche i soggetti in regime forfetario e le imprese agricole (sia che determinino il reddito su base catastale sia che producano reddito d’impresa).

Il limite massimo di ricavi o compensi realizzati nel 2019 (che non può superare la soglia di 5 milioni di euro) non vale per le strutture alberghiere e agrituristiche, cioè per quelle imprese che svolgono attività riconducibili alla sezione 55 dei codici ATECO.

Il bonus non spetta invece a coloro che svolgono un’attività commerciale o di lavoro autonomo in forma occasionale, dal momento che producono redditi diversi.

Ambito oggettivo

Il credito d’imposta riguarda qualsiasi immobile ad uso non abitativo e non solo gli immobili censiti nella categoria C1, diversamente da quanto previsto per il bonus “botteghe e negozi” (art. 65 del decreto Cura Italia). Non assume rilievo la classificazione catastale dell’immobile (che potrebbe addirittura essere di tipo abitativo e appartenere al gruppo A), dal momento che conta l’effettivo impiego per lo svolgimento dell’attività imprenditoriale o professionale dell’utilizzatore.

Requisiti per fruire del credito d’imposta

Il bonus è riconosciuto sui canoni pagati per i mesi di marzo, aprile e maggio 2020; per le strutture turistico ricettive con attività solo stagionale, si considerano i canoni pagati per le mensilità di aprile, maggio e giugno 2020.

Per i soggetti esercenti attività economica (cioè le imprese e i professionisti), il bonus compete se, nel mese di riferimento, il fatturato o i corrispettivi hanno registrato una riduzione non inferiore al 50% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Per le modalità di calcolo, la circolare n. 14/E rinvia alle istruzioni diffuse con la circolare n. 9/E/2020 (quesito 2.2.5).

A tal fine, si devono prendere in considerazione le operazioni effettuate ai fini Iva nel mese di riferimento: per le fatture immediate e i corrispettivi, va assunta la data della fattura e quella del corrispettivo giornaliero, mentre per le fatture differite vale la data del documento di trasporto indicato in fattura.

Ad esempio, secondo la circolare n. 14/E, per il confronto tra il fatturato del mese di marzo 2020 e quello del mese di marzo 2019, vanno escluse le fatture differite emesse nei primi 15 giorni del mese di marzo, ma relative ad operazioni effettuate a febbraio 2019 e 2020; si devono invece includere le fatture differite emesse nei primi 15 giorni di aprile 2019 e 2020, ma riferite ad operazioni effettuate nel mese di marzo.

E’ in relazione a ciascuna mensilità che va effettuata la verifica del calo del fatturato o dei corrispettivi: pertanto, il credito d’imposta potrebbe spettare anche per uno solo dei 3 mesi potenzialmente agevolabili.

Misura del credito d’imposta

Il credito d’imposta è pari al 60 % del canone mensile di locazione, leasing o concessione di immobili ad uso non abitativo impiegati per lo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola e di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo. Il bonus spetta nella misura ridotta del 30 % in caso di contratti di servizi a prestazioni complesse (i cosiddetti contratti di “service”) o di affitto d’azienda, che comprendono almeno un immobile destinato allo svolgimento dell’attività di cui sopra.

Secondo la circolare n. 14/E/2020, il legislatore ha inteso riferirsi ai soli contratti di leasing operativo: pertanto, sono esclusi dall’agevolazione i contratti di leasing finanziario (traslativo), in quanto equiparabili ai contratti di compravendita con relativo finanziamento.

Per gli immobili che i lavoratori autonomi adibiscono promiscuamente all’esercizio dell’arte o professione e all’uso personale o familiare, i canoni pagati per i mesi di marzo, aprile e maggio sono agevolabili nella misura del 50 %, a patto che gli interessati non dispongano, nel medesimo comune, di un altro immobile utilizzato esclusivamente per fini professionali.

Modalità di utilizzo del credito d’imposta

Il credito d’imposta è utilizzabile, a scomputo delle imposte dovute (Irpef o Ires), nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di sostenimento della spesa (ad esempio, nel modello Redditi 2021 se il canone viene pagato nel 2020) oppure in compensazione attraverso la delega F24, solo dopo che è avvenuto il pagamento del canone da parte del conduttore.

La compensazione in F24 può avvenire esclusivamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate (Fisconline o Entratel), con il codice tributo 6920 (risoluzione n. 32/E/2020). L’utilizzo in compensazione è possibile già da ora (non è richiesta, infatti, la preventiva trasmissione della dichiarazione dei redditi), a condizione che, per il mese o i mesi oggetto di recupero, il canone risulti essere già stato corrisposto.

Cessione del credito d’imposta

In alternativa all’utilizzo diretto (in dichiarazione o in compensazione), è ammessa la cessione (anche parziale) del bonus allo stesso locatore/concedente o ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari (art. 122 del DL Rilancio). Le modalità attuative per la cessione del credito d’imposta saranno definite con un successivo provvedimento dell’Agenzia delle entrate.

Divieto di cumulo con il credito “botteghe e negozi”

Il credito d’imposta sulle locazioni non abitative non è cumulabile con il bonus “botteghe e negozi” in relazione alle medesime spese. Per gli immobili censiti nella categoria C1, è dunque possibile agevolare il canone di marzo al 60% una sola volta, scegliendo l’uno o l’altro beneficio fiscale.

Altre disposizioni

Il beneficio in oggetto non costituisce un provento imponibile ai fini delle imposte dirette (Irpef e Ires) e dell’Irap; inoltre, non è soggetto né al limite massimo di crediti compensabili in F24 (aumentato ad un milione di euro per il solo 2020, come stabilito dall’art. 147 del Decreto Rilancio), né al rispetto del plafond annuo di 250.000,00 euro per l’utilizzo in compensazione di crediti d’imposta di natura agevolativa.

Infine, il credito d’imposta e i suoi utilizzi vanno evidenziati nel quadro RU della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui i canoni sono stati pagati, specificando sia la quota utilizzata in dichiarazione sia la quota compensata in F24. L’eventuale eccedenza è riportabile nei periodi d’imposta successivi e non può essere richiesta a rimborso.

Per maggiori informazioni rivolgersi al dott. Hubert Gasser (h.gasser@assoimprenditori.bz.it).






Riferimenti: Hubert Gasser - h.gasser@unternehmerverband.bz.it



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