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03/07/2018
“Decreto dignità”: non mettere a rischio ripresa economica e posti di lavoro





“I posti di lavoro non si creano per decreto – ma un decreto può distruggere tanti posti di lavoro”. Federico Giudiceandrea, Presidente di Assoimprenditori Alto Adige, guarda con scetticismo ai contenuti del “decreto dignità” approvato il 2 luglio dal Consiglio dei Ministri.

“I collaboratori sono un patrimonio di ogni impresa. La loro dignità, ma più in generale il loro benessere, ci sta particolarmente a cuore. Trovare collaboratori qualificati è attualmente una delle sfide maggiori da affrontare, ragione per la quale facciamo di tutto per mantenere e fidelizzare i talenti che sono già all’interno delle nostre imprese”, sottolinea il Presidente di Assoimprenditori. “Nel solo ultimo anno le imprese altoatesine hanno creato oltre settemila nuovi posti di lavoro. E nell’industria, il 90% dei contratti è a tempo indeterminato. Colpire ora proprio quelle aziende che più di tutte hanno trainato la crescita, ovvero quelle che operano con l’estero, è controproducente e rischia di frenare la ripresa economica”, avverte Giudiceandrea.

In particolare, Assoimprenditori giudica negativamente le ulteriori limitazioni per le imprese che si muovono in un contesto internazionale e l’ennesima modifica della normativa in materia di lavoro che vanno a incidere anche sui rapporti di lavoro già in essere creando ulteriore incertezza e rischio di contenziosi. Così Giudiceandrea: “Le regole devono diventare più semplici, non più complicate. La certezza del diritto è fondamentale per pianificare investimenti in capitale umano, in nuovi macchinari e in nuovi stabilimenti. Vale per le imprese locali e vale per le imprese potenzialmente interessate a investire in Italia. Non possiamo permetterci di mettere a rischio questi investimenti, ma al contrario dovremmo impegnarci tutti insieme per sostenerli il più possibile. Auspichiamo che il confronto con le parti sociali possa contribuire a modificare norme che riteniamo profondamente penalizzanti per le imprese e per le tante persone che ci lavorano”.





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